L'ex monastero delle Clarisse di Cerreto Sannita è un antico luogo di culto fondato nel 1369 da Francesca Sanframondi, collaterale e ciambellana della regina Giovanna I di Napoli nonché parente di Giovanni III Sanframondi, conte di Cerreto Sannita. Ricostruito dopo il terremoto del 5 giugno 1688, il monastero ha ospitato l'ordine delle Clarisse Urbaniste dal XIV secolo al XX secolo quando è divenuto di proprietà delle Suore di Carità di Nostra Signora del Buono e Perpetuo Soccorso che vi hanno istituito un convitto, una scuola materna, un liceo linguistico, una scuola ed un istituto magistrale, intitolando il plesso a papa Leone XIII. La chiesa annessa al monastero è uno splendido esempio di architettura barocca. Rimasta intatta nel corso dei secoli conserva nel pronao un pavimento in ceramica cerretese del XVIII secolo.
L'ex monastero delle Clarisse di Cerreto Sannita è un antico luogo di culto fondato nel 1369 da Francesca Sanframondi, collaterale e ciambellana della regina Giovanna I di Napoli nonché parente di Giovanni III Sanframondi, conte di Cerreto Sannita. Ricostruito dopo il terremoto del 5 giugno 1688, il monastero ha ospitato l'ordine delle Clarisse Urbaniste dal XIV secolo al XX secolo quando è divenuto di proprietà delle Suore di Carità di Nostra Signora del Buono e Perpetuo Soccorso che vi hanno istituito un convitto, una scuola materna, un liceo linguistico, una scuola ed un istituto magistrale, intitolando il plesso a papa Leone XIII. La chiesa annessa al monastero è uno splendido esempio di architettura barocca. Rimasta intatta nel corso dei secoli conserva nel pronao un pavimento in ceramica cerretese del XVIII secolo.
Anno 2017/2018
Antica Telesia
Telesia era una città romana di origine sannita situata nella Valle Telesina, nel territorio che oggi appartiene al comune di San Salvatore Telesino, in una fertile pianura alla confluenza del fiume Calore con il Volturno.
Telesia era una città romana di origine sannita situata nella Valle Telesina, nel territorio che oggi appartiene al comune di San Salvatore Telesino, in una fertile pianura alla confluenza del fiume Calore con il Volturno.
Anno 2018/2019
Tratturo Cominium- Saepinum
Dalla via Latina, che attraversava il fiume Titerno, si innestava una strada antica, un tratturo dal tracciato parzialmente conservato e ricco di tracce visibili. Il tratturo, lasciata la pianura campana-caudina, entrava nella prima gola del Titerno, quella tra Monte Acero e Faicchio, l’antica Fagifulae, per attraversare tutto il territorio Pentro. La via superava il Titerno sul romano Ponte dell’Occhio o di Fabio Massimo e, costeggiando in destra il corso d’acqua, raggiungeva il ponte romano di Annibale, nella seconda gola. Varcato il ponte, questo guadagnava la sponda sinistra costituita dalla pendice del Monte Cigno, nome che insieme ai resti di un’acropoli, di mura megalitiche, di monete e di un tempio in località Madonna della Libera dedicato a Flora dove sorgeva il villaggio di Cominium Ocritum . Superato Monte Cigno e la sua Rocca, il tracciato viario raggiungeva Vallantico